Energie Sottili        

  

Prana

Dai testi antichi  emerge la capacità sottilissima dei rishi di percepire con grande nettezza fenomeni naturali, loro connessioni e meccanismi normalmente invisibili e comunque difficili da cogliere anche per la scienza occidentale, giunta a conclusioni analoghe assai tardivamente.

Lo Yogi ha da sempre affermato di poter governare le funzioni del proprio cuore (modificando “a volontà” il ritmo di un muscolo involontario) attraverso la padronanza dello stesso potere del fulmine (tadit). Aveva così individuato la non evidente analogia tra un evento naturale la cui portata può essere, per un essere umano, catastrofica e l’energia vitale che consente il funzionamento del nostro organismo.

Secondo la moderna scienza il prana può essere definito come “somma delle energie universali” e, in maniera meno ampia, come condizione “elettrizzata” di alcune particelle. Come già accennato nel paragrafo dedicato al sistema respiratorio, è questa la condizione degli ioni negativi, ossia degli atomi che abbiano nelle proprie orbite un elettrone  in più rispetto al proprio numero atomico di base. E’ questa una posizione, per l’elettrone eccedente, di grande instabilità che lo predispone, date certe condizioni, ad essere “ceduto” rapidamente.

Nell’organismo umano esiste un vero e proprio metabolismo dell’elettricità: abbiamo visto, nel breve paragrafo dedicato all’omeostasi, che il nostro ph sanguigno è lievemente basico e che la sua momentanea acidificazione può essere corretta rapidamente in presenza di  ioni-idrogeno. Abbiamo anche osservato come tutti i minerali che fanno parte della composizione del plasma sanguigno siano presenti in forma ionizzata, unica condizione che permette loro di essere biologicamente attivi.

Siamo delle entità ionizzate o meglio, siamo esseri pranici ma questa non è certo una caratteristica esclusiva dell’essere umano: il nostro intero pianeta è un conduttore la cui superficie è caricata negativamente mentre l’alta atmosfera è di segno positivo.

Il nostro ambiente atmosferico risulta così essere un campo elettrostatico diretto verso l’alto con ampie differenze di potenziale per metro di altezza (nella medicina cinese ciò equivarrebbe a dire che lo Yang, più attivo e leggero, sta in alto, è l’energia del Cielo; mentre lo Yin, più denso, sta più in basso, è l’energia della Terra e di ciò che ha preso forma.).

In tale clima elettrico va poi considerata l’esistenza di due tipi di ione: il primo tipo è rappresentato da piccoli ioni negativi, rapidi, mobilissimi, elettricamente assai attivi. Sono costituiti da un unico atomo di ossigeno o di azoto portatore  di un elettrone in più, il che dona loro la caratteristica di vortici di energia pura. Sono loro a conferire vitalità all’organismo e possono essere considerati, con buona approssimazione, il prana atmosferico.

Vi sono poi grossi “ioni lenti” dal nucleo polimolecolare. E’ il secondo tipo di ione che non ha un effetto vitalizzante poiché unisce al potere di assorbire elettroni quello di “rallentarli”. Tali “ioni lenti” hanno la capacità di “calamitare” anche i piccoli ioni, imprigionandoli e diminuendo in questo modo la conduttività della terra. La formazione di ioni lenti è facilitata dalla presenza di polveri, fumo, nebbia.

Di fatto l’aria, tra città, mare e montagna rimane chimicamente sempre la stessa (una miscela gassosa al 21% composta da ossigeno, al 78% di azoto con una minima presenza di argo ed altri gas). Ciò che cambia è il tipo di ionizzazione. Polveri, fumi, umidità, nebbia, sono elettricamente altrettanto nocive quanto chimicamente i gas di scarico. E questo vale tanto negli ambienti esterni quanto in quelli interni ove si aggiungono campi magnetici “contrari” dati da elettrodomestici, materiali plastici e strutture in cemento armato (vere gabbie di Faraday ove il campo magnetico umano viene pericolosamente alterato).

Gli atomi hanno di fatto maggiori opportunità di ionizzarsi in aree geografiche come le coste o i brulli altipiani spazzati dal vento. Fisiologicamente però queste aree risultano molto eccitanti per il sistema nervoso e non adatte a tutte le costituzioni. Più moderato e fisiologicamente ideale è l’effetto in aree sempre ben aperte ma più ricche di vegetazione, con presenza di vasti  pascoli e non troppo in prossimità di foreste. La possibilità di ionizzazione  rimane infatti bassa in vallate profonde o nel sottobosco, ricco di vegetazione lussureggiante e di umidità.

La ionizzazione è un fenomeno che si manifesta in natura costantemente, quando grandi masse atmosferiche vengono attraversate da radiazioni (telluriche, solari, cosmiche) o in serguito al movimento di vaste distese d’acqua (come il moto ondoso delle superfici marine in agitazione, o come, in maniera meno evidente, il processo di evaporazione di ampi bacini).

Scaturisce una gran quantità di ioni vitalizzanti anche dallo scontro di grandi masse d’aria (come le torreggianti nuvole temporalesche) ove la potenza dell’impatto e l’attrito prodotto fra gli atomi genera scariche di elettricità spettacolari: il grandioso tadit ritorna a conferma delle parole dello Yogi.

Come espressione delle energie universali, ovunque ci sia movimento, onda, vibrazione, frequenza il prana è presente in tutta la sua vitalità. Anche molto aldilà dell’atmosfera terrestre, dove la materia è estremamente rarefatta. Poiché, ovunque, pulsa, invisibile e sottile, l’onda sonora; laddove la musica delle sfere celesti intona incessantemente il suono primordiale, la  frequenza originaria  della Coscienza .